L'infanzia dei due Santi - La Festa dei Santi Medici di Alberobello - Iconografia e Venerazione dei santi Cosma e Damiano-La Basilica

Patroni di Alberobello
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titolo del sito del comitato feste patronali di Alberobello
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ICONOGRAFIA E VENERAZIONE DEI SANTI MEDICI COSMA E DAMIANO
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L'infanzia dei due Santi

Saint Come et Saint Damilen
«Nella Chiesa, secondo la tradizione, i santi sono venerati e le loro reliquie autentiche e le loro immagini sono tenute in onore.
Le feste dei santi infatti proclamano le opere meravigliose di Cristo nei suoi servi e presentano ai fedeli opportuni esempi da imitare» (Costituzione del Concilio Vaticano II sulla liturgia “Sacrosanctum Concilium”, n. 111). «Nella vita di quelli che, sebbene partecipi della nostra natura umana, sono tuttavia piú perfettamente trasformati nell’immagine di Cristo, Dio manifesta vividamente agli uomini la sua presenza e il suo volto. «Nella vita di quelli che, sebbene partecipi della nostra natura umana, sono tuttavia piú perfettamente trasformati nell’immagine di Cristo, Dio manifesta vividamente agli uomini la sua presenza e il suo volto. In loro è Egli stesso che ci parla e ci mostra i segni del suo regno verso il quale, avendo davanti a noi un tale nugolo di testimoni e una tale affermazione della verità del vangelo, siamo potentemente attirati» (Costituzione del Concilio Vaticano II sulla Chiesa Lumen gentium, n.50). Due giovani, due medici, due martiri. I santi Cosma e Damiano sono rimasti costantemente famosi nella storia della chiesa (Acta Sanctorum septembris, tomo VII, Parisiis-Romae 1867, p. 400, n. 1) e sono tanto amati dal popolo cristiano, che ha sempre ammirato la loro fede eroica e ha riposto grande fiducia nella loro intercessione presso Dio. La storia della loro vita e della loro attività caritativa è raccontata dalle “Passiones” (IV-VII secolo), biografie di carattere agiografico, che fissano in scritto le memorie tramandate dalla pietà popolare. I racconti presuppongono un nucleo storico, ma risultano abbelliti e adattati in prospettiva catechetica (cf. Acta SS, VII, pp. 400-448).
Nell’Occidente cristiano si è diffusa soprattutto la “Passio” greca, tradotta in latino e utilizzata nelle lingue moderne. È tratta da un codice della Biblioteca Apostolica Vaticana, Cod. Vat. 866, fol. 53 (cf. Acta SS, VII, p. 403, n. 19).
Questa “Passio” o biografia, molto popolare e ricca di emozioni, ha ispirato agiografi e artisti, quali pittori, scultori, musicisti, architetti, scrittori. Ha soprattutto alimentato la speranza dei malati e degli operatori sanitari, continuamente alle prese con i problemi della salute.

Secondo questa fonte agiografica, i fratelli Cosma e Damiano nacquero a Egea, nella provincia romana della Cilicia (regione dell’Asia Minore, oggi Turchia), intorno all’anno 260 dopo Cristo.
Nelle fonti biografiche, i due Santi vengono spesso chiamati “arabi”, nel senso di orientali o asiatici (cf. Acta SS, VII, p. 406).
Provenivano da famiglia benestante e numerosa, resa unita dalla fede in Cristo e dall’amore vicendevole. Infatti, i due gemelli primogeniti Cosma e Damiano avevano altri tre fratelli: Antimo, Leonzio, Euprepio (cf. Acta SS, VII, p. 430, n. 2). Notiamo subito che in quel tempo, all’inizio del IV secolo, la religione cristiana era vietata, perché la religione ufficiale dell’impero romano era il paganesimo, che venerava molte divinità e adorava l’imperatore. Il riconoscimento ufficiale del cristianesimo avverrà con l’Editto di Costantino nel 313. Il padre morì martire per la fede e la madre Teodata (alcune fonti la chiamano Teòdota) si prese cura da sola dei figli. Era donna esemplare e forte, seriamente impegnata nel vivere il vangelo, saggia nell’educazione cristiana dei cinque figli.


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